Eventi
Evento
- Titolo:
- S. Angelo Di Sicilia
- Quando:
- 05.05.2011 - 05.05.2011
- Categoria:
- Calendario Liturgico Santi
Descrizione

Secondo antiche fonti, Angelo nacque a Gerusalemme nel 1185 da una famiglia di fede ebraica finché, convertitosi assieme al fratello gemello, al Cristianesimo, non si ritirò in Palestina, sul Monte Carmelo. I due gemelli di Gerusalemme, scegliendo il Carmelo come palestra di perfezione spirituale, si mostrarono fedeli alla nuova fede cristiana. Proprio in quegli anni, Sant' Alberto Patriarca di Gerusalemme, dava ai solitari del Carmelo una Regola di vita precisa e definitiva, permettendone la fortunata espansione in tutti i paesi. Angelo, ordinato sacerdote all’età di 25 anni, percorse diverse regioni della Palestina lasciando traccia del suo passaggio nell'eco di molti miracoli. Ritornato sul Carmelo, non restò a lungo nella devota solitudine del promontorio palestinese.
Nel 1218 i superiori lo inviarono a Roma, proprio per sottoporre al Papa Onorio III la Regola adottata dal primo Priore dell'Ordine san Brocardo, che aveva adottato i due voti di povertà e castità, disciplinando la vita dei carmelitani in una esistenza eremitica ma non oziosa, in comune ma in silenzio, operosa, materialmente e spiritualmente.
Il Papa, che pochi anni dopo avrebbe approvato la Regola di San Francesco, confermò la Regola carmelitana e la concesse nel 1226. Il monaco Angelo, compiuta la sua missione, venne inviato in Sicilia con il compito della predicazione e per contrastare un'eresia che si stava diffondendo. A Licata (Agrigento) s’imbatté in un signorotto locale, certo Berengario, che oltre ad essere un cataro ostinato, viveva nell’incesto; Angelo convinse la compagna di quest’uomo a lasciarlo, Berengario infuriato lo assalì, mentre predicava nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, ferendolo mortalmente con cinque colpi di spada; fu trasportato in una casa vicina dai fedeli, dove quattro giorni dopo, morì per le ferite riportate, chiedendo agli abitanti e fedeli di Licata di perdonare l’assassino. Era il 5 maggio 1225. Le ferite - cinque come quelle che piagarono il corpo di Gesù - lo fecero apparire veramente un alter Christus, un secondo Cristo, vittima innocente per il ravvedimento dei peccatori. Venerato come martire, ben presto sul luogo della sua morte venne edificata una chiesa, in cui fu deposto il suo corpo; il suo sepolcro divenne subito meta di pellegrinaggi, il suo culto si diffuse rapidamente.
L’Ordine Carmelitano lo venera come santo almeno dal 1456 e Papa Pio II (1405-1464), ne approvò il culto. I suoi resti, nel 1662 furono trasferiti in una nuova chiesa, S. Maria del Carmine, edificata per voto dagli abitanti di Licata, che erano stati preservati dalla peste, infuriata in tutto il Vicereame di Napoli nel 1656, per intercessione del Santo.
Sant'Angelo e Sant'Alberto di Trapani sono considerati "i padri" del Carmelo, per essere stati i primi due santi oggetti di culto nell'Ordine; per questo, nell'iconografia medievale, molte volte vengono raffigurati accanto alla Vergine Maria.
Il culto a S. Angelo ebbe un'ampia diffusione fra i Carmelitani (la Provincia di Lombardia lo scelse come Patrono) e tra il popolo. Verso il 1400 Filippo Lippi lo raffigurò nella Madonna Trivulzio (Milano, musei civ.); il Pordedone lo raffigurò nella Madonna del Carmine (Venezia, Accademia della Belle Arti). Suoi attributi: una scimitarra in testa, un pugnale nel petto, la palma del martirio in mano, sola o infilata a tre corone (verginità, predicazione, martirio). Sant'Angelo è anche patrono di molti paesi della Sicilia, invocato dal popolo in mille necessità. Da S. Angelo prende il nome il paese S. Angelo Muxaro (Ag.) per un soggiorno che vi avrebbe fatto in una grotta infestata da spiriti maligni. A Cefalù si mostra l'impronta del suo piede nella pietra da cui sgorga acqua calda...
La maggior devozione, naturalmente la riscuote a Licata, di cui è patrono. A destra della chiesa è tuttora la fonte che si dice scaturita sul luogo del martirio, e da cui i devoti attingono l'acqua, particolarmente nelle due feste annuali, a maggio e agosto. In ricordo della preservazione della città da un attacco dei Turchi, ancor oggi si tiene una festa particolare che si rifà a quell'avvenimento.
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