Gruppo Famiglie
Mensile "Le Famiglie del Carmelo" N. 3 marzo 2011
mensile periodico di informazione e spunti di riflessione del Gruppo Famiglie Carmelitane del Santuario Madonna dei Rimedi
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». Riflessioni Se vi trovate dalle parti di Orvieto , entrate nel suo bellissimo Duomo ad ammirare un dipinto lì custodito “La Madonna dei Raccomandati”. Maria sotto un manto di velluto regale protegge tutti gli uomini allo stesso modo ricchi e poveri. La festa dell’Annunciazione di nostro Signore mi riporta alla mente proprio ciò , l’assenso di Maria ad essere Madre del Cristo e Madre dell’umanità . Ella aveva già compreso l’essenziale della sua esistenza, l’apertura di sé a Dio , l’attesa della sua venuta. Dio passa e bussa al suo cuore ed Ella risponde. Così anche Dio bussa alla nostra porta ma molte volte batte invano. Spesso siamo presi dalle nostre preoccupazioni, da angosce e da passioni, il nostro essere non è silenzioso e proteso verso Lui. Così , però Dio passerà oggi, domani e sempre. Occorre quindi liberare la nostra mente e purificare il nostro cuore , cercando di far uscire da dentro la nostra parte divina che è quella che ci fa esplorare dentro noi stessi e allo stesso tempo ci proietta nella dimensione del nostro Dio. Maria prima dell’apparizione ci insegna come attendere Dio, durante l’apparizione ci insegna ad accoglierLo . Il suo sì è completamente disponibile, sicuro , completamente libero e gioioso. Anche questo accade con noi , quando spalanchiamo a Lui tutto il nostro essere . Lasciare che il suo amore ci riscaldi dai geli dell’esistenza e che la sua luce rischiari le nostre tenebre. Lasciare che la sua presenza ci parli della nostra solitudine quotidiana. Solo Dio può cambiare il nostro cuore, solo Dio entrando nell’uomo può cambiarlo. Ci rende luminosi, ci libera dal peccato, ci trasfigura. Dio in noi ci trasforma in Lui ed è questo l’unico fine della nostra esistenza, senza il quale tutto diventa vano .Tutte le cose che facciamo dunque possono essere il frutto di una ricerca effimera ed egoistica possono essere il frutto di una ricerca effimera ed egoistica, ma possono diventare l’inizio di un grande progetto d’amore che coinvolge Dio e noi stessi. Attendiamo dunque , Gesù con tutto quello che possiamo metterci di nostro , con la nostra preghiera personale e la nostra supplica , perché il Signore ci possa sempre camminare accanto e consolarci nei momenti tristi della nostra esistenza . Rispondi Come vivi le attese della tua vita ? Quali sono le tue aspettative? Che rapporto hai con il tempo che passa , pensi di impiegarlo in maniera proficua o giungi alla sera stanco di un altro giorno?
San Giuseppe «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». È sempre difficile parlare di qualcuno che non parla mai. San Giuseppe è il santo del silenzio; un silenzio che avvertiamo leggendo il Vangelo; un silenzio che ci fa domandare. Cos’è veramente il silenzio di Giuseppe? Una cosa è evidente: Giuseppe vive il suo silenzio di fronte al mistero. Tace perché si trova messo a confronto con la totalità del mistero, con la totalità del mistero di Dio che si esprime nel Verbo che si fa carne, che si fa uomo, che si fa presenza; e in quel Verbo, in quella Parola, viene detto tutto, viene espresso tutto. Ma questo atteggiamento, in San Giuseppe non è soltanto una questione di parole espresse o taciute: è un atteggiamento esistenziale, l’espressione di tutta la sua persona. Di fronte alla notizia che Maria, la sua fidanzata, è incinta, Giuseppe agisce nella giustizia umana. Fa tutto ciò che un brav’uomo può e deve fare. Non capisce e decide di ritirarsi. Non ripudia pubblicamente Maria perché è lui che si ritira, che si allontana da un mistero che non può cogliere, ma del quale avverte, nella sofferenza, la santità. È nel cuore di questo silenzio di giustizia e di dolcezza umane, nel cuore di questo silenzio di un uomo che non capisce, di un uomo che confessa il proprio limite, è nel cuore di questo silenzio che fa irruzione una Parola nuova, una Parola di Dio per lui.
“Allora che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda non lo so più”. S.Agostino Qohelet, 3, 1-8 Ricorda che il tempo dedicato alla preghiera non è mai vano.
Le iniziative sono coordinate da Fra Silvio della Croce _______________________________________________ Chiunque voglia collaborare alla stesura del giornalino o alla pubblicazione di preghiere o pensieri può contattarci Per informazioni rivolgersi ai signori:
_________________________Edizione redatta da Luisa e Francesco________________
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