Gli uomini si sentono maggiormente inclinati...

Da parte mia, ripeto, non avrei fatto mai nulla che avessi saputo essere peccato mortale, e credo che questa mia decisione lo inducesse a volermi bene. Secondo me, gli uomini si sentono maggiormente inclinati verso le donne che vedono più virtuose. Per le donne questo, come dirò, è l'unico mezzo per guadagnarsi il loro affetto. E, appunto con questo mezzo, pare che il Signore abbia voluto salvare quel sacerdote. (S. Teresa d'Avila, Vita 5,6)

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Mensile "Le Famiglie del Carmelo" N. 3 marzo 2011


Le Famiglie del Carmelo

mensile periodico di informazione e spunti di riflessione

del Gruppo Famiglie Carmelitane del Santuario Madonna dei Rimedi

  • Il Vangelo: Luca 1,26-38

 

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.   

  Riflessioni

Se vi trovate dalle parti di Orvieto ,  entrate nel suo bellissimo  Duomo ad ammirare un dipinto lì custodito “La Madonna dei Raccomandati”. Maria sotto un manto di velluto regale protegge tutti gli uomini allo stesso modo ricchi e poveri. La festa dell’Annunciazione di nostro Signore mi  riporta alla mente proprio ciò , l’assenso di Maria ad essere Madre del Cristo  e Madre dell’umanità .  Ella aveva già compreso  l’essenziale della sua esistenza, l’apertura di sé a Dio , l’attesa della sua venuta. Dio passa e bussa al suo cuore  ed Ella risponde. Così anche Dio bussa alla nostra porta ma molte volte batte invano. Spesso siamo presi dalle  nostre preoccupazioni, da angosce e da passioni, il nostro essere non è silenzioso  e proteso verso Lui. Così , però Dio passerà oggi, domani e sempre. Occorre quindi liberare la nostra mente  e purificare il nostro cuore ,  cercando di far uscire da dentro la nostra parte divina che è quella che ci fa esplorare dentro noi stessi e allo stesso tempo ci proietta nella dimensione del nostro Dio. Maria prima dell’apparizione ci insegna come attendere Dio, durante l’apparizione ci insegna ad accoglierLo .  Il suo sì è completamente disponibile, sicuro ,  completamente libero e gioioso. Anche questo accade con noi , quando  spalanchiamo  a Lui tutto il nostro essere .  Lasciare  che il suo amore ci riscaldi  dai geli dell’esistenza e che la sua luce rischiari le nostre tenebre. Lasciare che la sua presenza ci parli della nostra solitudine quotidiana. Solo Dio può cambiare il nostro cuore, solo Dio entrando nell’uomo può cambiarlo. Ci rende luminosi, ci libera dal peccato, ci trasfigura.  Dio in noi ci trasforma  in Lui ed è questo l’unico fine della nostra esistenza, senza il quale tutto diventa vano .Tutte le cose che facciamo dunque possono essere il frutto di una ricerca effimera ed egoistica possono essere il frutto di una ricerca effimera ed egoistica, ma possono diventare  l’inizio di un grande progetto d’amore che coinvolge Dio e noi stessi.  Attendiamo dunque ,  Gesù  con tutto quello che possiamo metterci di nostro , con la nostra preghiera personale e la nostra supplica ,  perché  il Signore ci possa sempre camminare accanto e consolarci  nei momenti tristi della nostra esistenza .

Rispondi

Come vivi  le  attese della tua vita ?

Quali  sono le tue aspettative?

Che rapporto hai con il tempo che passa , pensi  di impiegarlo in maniera proficua o giungi alla sera stanco di un altro giorno?

  •  Conoscere i Santi Carmelitani 

San Giuseppe

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

È sempre difficile parlare di qualcuno che non parla mai. San Giuseppe è il santo del silenzio; un silenzio che avvertiamo leggendo il Vangelo; un silenzio che ci fa domandare. Cos’è veramente il silenzio di Giuseppe?

Una cosa è evidente: Giuseppe vive il suo silenzio di fronte al mistero. Tace perché si trova messo a confronto con la totalità del mistero, con la totalità del mistero di Dio che si esprime nel Verbo che si fa carne, che si fa uomo, che si fa presenza; e in quel Verbo, in quella Parola, viene detto tutto, viene espresso tutto.

Ma questo atteggiamento, in San Giuseppe non è soltanto una questione di parole espresse o taciute: è un atteggiamento esistenziale, l’espressione di tutta la sua persona. Di fronte alla notizia che Maria, la sua fidanzata, è incinta, Giuseppe agisce nella giustizia umana. Fa tutto ciò che un brav’uomo può e deve fare. Non capisce e decide di ritirarsi. Non ripudia pubblicamente Maria perché è lui che si ritira, che si allontana da un mistero che non può cogliere, ma del quale avverte, nella sofferenza, la santità.

È nel cuore di questo silenzio di giustizia e di dolcezza umane, nel cuore di questo silenzio di un uomo che non capisce, di un uomo che confessa il proprio limite, è nel cuore di questo silenzio che fa irruzione una Parola nuova, una Parola di Dio per lui.

 

  • Spunti di riflessione 

“Allora che cosa è il tempo? Se nessuno me lo domanda lo so.

           Se voglio spiegarlo a chi  me lo domanda non lo so più”.

                                               S.Agostino
  “ Per tutto c’e’ il suo momento , un tempo per ogni cosa sotto il cielo:
tempo per nascere, tempo per morire
tempo di piantare, tempo di sradicare
tempo di uccidere, tempo di curare
tempo di demolire, tempo di costruire
tempo di piangere, tempo di ridere
tempo di lutto, tempo di allegria
tempo di gettare, tempo di raccogliere
tempo di abbracciare, tempo di allontanarsi
tempo di guadagnare, tempo di perdere
tempo di conservare, tempo di gettare
tempo di stracciare, tempo di cucire
tempo di tacere, tempo di parlare
tempo di amare, tempo di odiare
tempo di guerra, tempo di pace.

                                            Qohelet, 3, 1-8

       Ricorda che il tempo dedicato alla preghiera non è mai vano.

 

  • Iniziative mensili del Gruppo Famiglie   
  1. 6 Marzo Messa comunitaria ore 18.00
  2. 8 Marzo incontro sulla Liturgia Eucaristica
  3. 15 Marzo Adorazione Eucaristica con i testi della Beata Maria Candida dell’Eucarestia.
  4. 22 Marzo Santa Teresa d’Avila incontro sull’orazione relatore Padre Renato                 

 Le iniziative sono coordinate da Fra Silvio della Croce

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Chiunque voglia collaborare alla stesura del giornalino o alla pubblicazione di preghiere o pensieri può contattarci

Per informazioni rivolgersi ai signori:

  • Di Marco Giuseppe tel3209274447 -  email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
  • Morana Santo        tel3283584576 -  email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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_________________________Edizione redatta da Luisa e Francesco________________

 

 

 

 

 

 

 

Mensile "Le Famiglie del Carmelo" N. 1 gennaio 2011


Le Famiglie del Carmelo

mensile periodico di informazione e spunti di riflessione

del Gruppo Famiglie Carmelitane del Santuario Madonna dei Rimedi

  • Il Vangelo: "Il battesimo di Gesu' nel Giordano"

Mt. 3, 13-17: [13]In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da Lui. [14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo:“Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. [15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì.

[16] Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. [17] Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Riflessioni

Se devo pormi davanti alle parole di questo Vangelo, mi sento come Giovanni che non capisce e ripete a Gesù: io ho bisogno di essere battezzato e sei tu invece che viene da me come uno che ha bisogno. A che cosa serve il battesimo? E Dio continua a ripetere ai peccatori: è giusto. Cosa è la giustizia in Dio?  Giustizia è ciò che Dio vuole, cioè un Figlio che si faccia fratello, Agnello che porta il peccato del mondo, che si immerga nel nostro male, per riemergere insieme, per un cielo che si squarcia, per una voce che ti chiama figlio, per una colomba che aleggia sul tuo caos, sul tuo cosmo. Sono come Giovanni e vorrei impedire questo, perché mi aspetto un Dio diverso. Gesù,  appare dove non lo avremmo mai atteso, mischiato con i peccatori a ricevere un battesimo di penitenza e di conversione. Gesù riceve su di sé non tanto l'acqua del Giordano, quanto la nostra umanità:questo è il battesimo. Ma Dio è davvero la sorgente delle mie parole, delle mie scelte? Se è così allora ogni esistenza umana diventa in qualche modo racconto di Dio; ogni vita è teologia, parla di Dio, rivela qualcosa di Cristo. Ognuno di noi è un Cristo incipiente, un figlio incompiuto.

Nel Giordano Gesù comprende che la sua vocazione è essere figlio, cioè assomigliare a Dio, mostrare come agisce Dio. Ed è la nostra vocazione, la stessa: agire nel mondo come agisce il Padre: «Siate perfetti come il Padre», «Siate misericordiosi come il Padre», il Dio la cui perfezione consiste nella misericordia.

Rispondi

- In quale parte del commento ti ritrovi?

- Quali sono i momenti della tua vita in cui hai assaporato il frutto del battesimo?

- Di cosa ti parla il Cristo lungo il percorso del Giordano?

- Vedi sempre Dio come vera Sorgente?

  • Conoscere i Santi Carmelitani 

Sant'Enrico de Ossò

“MI FU DATA UN’ANIMA BUONA”

Così parla Enrique de Ossó di se stesso in alcuni appunti autobiografici, scritti in fretta e per ubbidienza, quando ancora era molto giovane. E aveva ragione. Dio gli aveva dato un’anima buona, un cuore buono e genitori buoni. Ed Enrique seppe far fruttificare i doni ricevuti. Non ebbe una vita facile, tuttavia, seppe superare le contrarietà, fin dall’adolescenza, e le difficoltà quando, ormai sacerdote, iniziò e portò avanti le sue opere apostoliche; e le invidie, le calunnie e le ingiustizie da parte dei rappresentanti della Chiesa, nella sua età matura e fino alla sua morte. Da  tutte queste contraddizioni uscì più forte nella fede, con la speranza posta soltanto in Dio, e con amore, disposto a farlo arrivare a tutti, persino ai suoi calunniatori. E’ così che si forgiano i santi. Durante i 55 anni della sua vita fu maestro e catechista ma, soprattutto sacerdote. Un sacerdote diocesano impegnato con il suo tempo e con l’ambiente circostante, tuttavia sempre proiettato verso il mondo intero, che quasi diventava piccolo per le sue ansie di diffondere la conoscenza e l’amore di Gesù. Enrique ebbe come maestra di vita spirituale e apostolica Santa Teresa di Gesù. Nel 1873 fonda l'Associazione delle giovani cattoliche figlie di Maria e Santa Teresa di Gesù. Nel 1876 fondò la Compagnia di Santa Teresa ispirandosi alla dottrina della santa di Avila e con lo scopo di formare le donne alla scuola del Vangelo. Quasi si potrebbe dire che una parte della grande Santa di Avila s’incarnò in Enrique de Ossó e gli infuse il suo spirito di orazione, il suo amore a Gesù Cristo e, come frutto di entrambi, la moltitudine di opere apostoliche che lo impegnarono durante tutta la sua vita. Enrico nacque a Vinebre in Catalogna (Spagna) il 16 ottobre 1840. Morì a Valencia (Spagna) il 27 gennaio 1896. I suoi resti furono trasferiti nella cappella delle Missionarie Teresiane a Tortona nel Luglio 1908. Beatificato il 14 ottobre 1979 a Roma da papa Giovanni Paolo II e canonizzato a Madrid il 16 giugno 1993 da papa Giovanni Paolo II. Viene festeggiato il 27 Gennaio

  • Spunti di riflessione: "L'Amore"

La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri senza stupirsi delle loro debolezze.
(S. Teresa di Lisieux)

Dammi ciò che amo. Perché io amo, e tu mi hai dato di amare. Non abbandonare i tuoi doni, non trascurare la tua erba assetata. (S. Agostino - Confess. 11, 2, 3)

“Se voi amate solo quelli che vi amano,
che merito ne avete?
Voi invece amate i vostri nemici, fate del bene…
La vostra ricompensa sarà grande”.
(Lc. 6,32)“

  • Iniziative mensili del Gruppo Famiglie


- riunione tutti i martedi alle ore 21:00
- giorno 18 gennaio alle ore 21:00 Adorazione Eucaristica con i testi della Beata Maria Candida dell’Eucaristia (Adorazione aperta a tutti)
- giorno 23 gennaio ritiro spirituale (Tema: “Lettera agli Ebrei”)

Le iniziative sono coordinate da Fra Silvio della Croce

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Mensile "Le Famiglie del Carmelo" N. 2 febbraio 2011


Le Famiglie del Carmelo

mensile periodico di informazione e spunti di riflessione

del Gruppo Famiglie Carmelitane del Santuario Madonna dei Rimedi

  • Il Vangelo: Matteo 5,17-26

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:] «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno, senza che tutto sia compiuto. 
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. 
Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Poiché [io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere"; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio.] Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. 
Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. 
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo! 

 Riflessioni

Ha testimoniato per primo tutto …

Gesù ci sorprende sempre, anche dopo duemila anni , ogni giorno ci insegna che le scelte più vere e radicali sono quelle che facciamo col cuore, quando cioè anteponiamo gli altri a noi stessi. La sua venuta ha portato a compimento la Legge perfezionandola, laddove non è primario il sacrificio o l’osservanza dei precetti , di regole precise, ma dove tutto viene fatto solo quando mettiamo a primo posto l’amore e la misericordia. Se Cristo si fermasse a spiritualizzare la Legge tutto sarebbe incompleto, Egli punta dritto al cuore. Il nostro Gesù è veramente esigente , ma ha testimoniato per primo tutto ciò che è stato la volontà del Padre. L’amore per i nemici, la sopportazione della sofferenza sono resi possibili al cristiano solo se riconosce davanti a sé la figura del suo Esemplare e si mette alla sua sequela. L’esempio di Gesù invita il cristiano a fare qualcosa di più. Non basta non uccidere il fratello, ma bisogna rispettarlo,  ricordandoci che possiamo ucciderlo anche con le parole e il giudizio. Uccidiamo quando isoliamo, gli anziani, i disabili , gli emarginati con il nostro disinteresse. Anzi i torti subìti e le rivalse ci fanno vedere il fratello come nostro nemico. Quante volte rimaniamo intrappolati in questo nodo e non riusciamo a tirarci fuori! Restiamo legati ad un gesto d’ira o a una parola  inconsulta che vanghiamo e rivanghiamo nel nostro cuore. Quanto poco siamo capaci di far pulizia nel nostro cuore.

Perdonare significa essere capaci di uscire fuori dalle proprie miserie e da inutili risentimenti. Perdonare significa essere liberi. Quante volte progettiamo il nostro futuro, facendoci condizionare dal nostro passato! Il perdono è il valore  fondamentale del cristiano infatti attraverso esso possiamo avere la forza di cancellare tutto  e di iniziare un nuovo  percorso. Come possiamo amare Dio se non onoriamo il fratello che ci sta accanto. Il Cristo lo si incontra tutti i giorni, proprio in quelle persone che disprezziamo e a cui non attribuiamo nessun valore.

 Rispondi

- Ho dimenticato veramente il torto subito?

- Ho teso la mano per scusarmi?

- Penso di aver guadagnato qualcosa quando credo di aver vinto sopraffacendoti?

  •  Conoscere i Santi Carmelitani 

Beata Maria dell'Incarnazione

E’ considerata la “madre e fondatrice del Carmelo in Francia” perché ha contribuito a diffondere più di tutti la riforma carmelitana di s. Teresa d’Avila.
Nacque a Parigi il 1° febbraio del 1566 e si chiamava Barbara Avrillot, figlia del signore , Nicola Avrillot.
Com’era consuetudine per la nobiltà dell’epoca, appena adolescente fu affidata alle Suore Minori dell’Umiltà di Nostra Signora. Rientrata in famiglia verso i 14 anni non le fu concesso di scegliere la vita religiosa e quindi a 16 anni fu data in sposa al visconte di Villemor, Pietro Acarie.
Iniziò per lei la vita matrimoniale e di madre, avendo poi avuto sei figli, dando esempio a tutti della possibilità di vivere una vita religiosa e conforme ai comandamenti di Dio, pur essendo impegnata come madre e moglie, adempiendo i suoi doveri anche nella conduzione della casa e nei confronti dei dipendenti, prova vivente di come i coniugi cristiani possano proseguire insieme nella via della santità.
Fu figlia devota della Chiesa e partecipò all’azione di contrasto contro l’eresia protestante che cercava di estendersi in Francia. Dio la favorì con grazie mistiche straordinarie ma anche mandandole prove esteriori ed interiori. Il re Enrico IV esiliò il marito da Parigi,  ma ella combatté affinché suo marito fosse riabilitato, la lotta durò quattro anni, alla fine dei quali la famiglia si ricompose e le proprietà restituite. Conobbe s. Francesco di Sales , il quale l’approvava e le faceva da guida spirituale. Nel 1601, letti gli scritti di s. Teresa di Gesù volle, lei laica, fare di tutto per introdurre in Francia la riforma carmelitana.Nel 1602 raccolse le prime vocazioni, ottenne le autorizzazioni dal re, da cui era tenuta in grande considerazione, e nel 1603 papa Clemente VIII ne autorizzò la fondazione e quindi costruì il primo monastero.
Dalla Spagna, il 29 agosto 1604, giunsero sei Carmelitane Scalze fra cui una futura beata Anna di s. Bartolomeo e una futura Serva di Dio, Anna di Gesù, e il 17 ottobre poté così iniziare a Parigi la regolare vita monastica.
Ebbe la felicità di vedere entrare nel Carmelo tutte e tre le sue figlie . Nel 1613, il marito Pietro si ammalò gravemente e dopo nove giorni morì con la pace dell’uomo giusto, assistito dalla moglie confortata dalla celeste conferma della sua salvezza eterna.
Libera  ormai da ogni dovere e legame terreno, entrò nel Carmelo di Amiens come conversa, prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione. Visse la sua vita di clausura con umiltà lavorando in cucina, assistendo le sorelle ammalate. Viene ricordata il 18 Aprile. Fu beatificata da  papa Pio VI il 5 giugno 1791.

  • Spunti di riflessione

“Beati sarete voi
quando vi oltraggeranno
e perseguiteranno,
e falsamente diranno
di voi ogni male
per cagion mia.
Rallegratevi
ed esultate perché
grande è la vostra
ricompensa nei cieli”.
(Mt. 5,11)   

E tu sei stato mai perseguitato per le tue idee?

 

Hai desistito o le porti avanti a costo di rimanere da solo?

  • Iniziative mensili del Gruppo Famiglie
  1. Nei giorni 1-8-22 Febbraio  incontri aperti in Santuario alle ore 21.00 sulla Liturgia Eucaristica
  2. Domenica  6 ore 18.00 Messa Comunitaria del Gruppo
  3. 15 Febbraio Adorazione Eucaristica con i testi della Beata Maria Candida dell’Eucarestia.

Le iniziative sono coordinate da Fra Silvio della Croce

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