Poesia di Emanuele Insinna
Medugorje
Dalla cima sbrecciata il silenzio ci ammanta.
Con tremore felice celando la gioia
dell’invisibile venuta.
Compaiono lampi nel cielo,
un vento impetuoso
viene a mostrare la Sua potenza.
I miei sensi di lupo vorace,
s’aprono a ghermire un qualsiasi
palpabile segno divino.
una nube veleggiante nel cielo.
All’improvviso si spegne il vento,
il cielo indossa un diadema di stelle
che irraggiando si tingono di bagliori.
Poi il silenzio fascia lieve il pietroso colle
come raggio fluttuante tra rocce e piante.
Ombre si chinano alla luce di fioche stelle.
In piedi sulla vetta del colle,
erro lo sguardo goloso a penetrare la lontananza,
la vista si perde verso fenditure ombrose.
L’animo deliziato si ferma rapito.
Leggero è il mio cuore curioso
che s’apre al libero volo dello Spirito Santo.
L’occhio umido imprigiona le mie facoltà.
Su questo colle, tempio della Luce,
si percepisce il Suo splendore.
Attendo, una luce abbagliante che mi investa
o un lieve aprirsi d’un velo
oppure un soave profumo.
Forse la sua voce arriverà sul vento
o al tubare di colombe al volo;
o dalla luna quando si solleva fluttuando
Una soave lacrima scivola,
via ogni meschino pensiero.
Rintoccano gentili le campane della chiesa
chiamando i pellegrini alla preghiera.
Da ombrosi sentieri giunge una prece,
un canto di pace e di ringraziamento.
Visi lieti si muovono con passi arditi,
discendono, brillano
come stelle al lucore delle torce elettriche.
Danza il mio cuore nel vedere questo firmamento,
con passi audaci m’accodo,
invoco il Tuo nome
nell’umiltà della preghiera
il mio spirito si scioglie all’amore.
Non ho visto la Signora ma so che c’era.
Emanuele Insinna (Medugorje giugno 2008)
Dalla cima sbrecciata il silenzio ci ammanta.
Con tremore felice celando la gioia
dell’invisibile venuta.
Compaiono lampi nel cielo,
un vento impetuoso
viene a mostrare la Sua potenza.
I miei sensi di lupo vorace,
s’aprono a ghermire un qualsiasi
palpabile segno divino.




